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Banche: fondazioni in cerca di capitali

Si avvicina la stagione dei dividenti dopo due anni di crisi economica. Il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, a seguito di alcune dichiarazioni, ha sostanzialmente detto di restare cauti con la distribuzione dei dividendi, cercando di contribuire invece alla solidità degli istituti di credito. Il tema della ricapitalizzazione degli Istituti di credito rimane centrale. La partecipazione delle banche italiane al capitale di Bankitalia è una questione nota ed è stata portata sul tavolo dei capi d’azienda di tutte le principali istituzioni finanziarie italiane come Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena ecc, tutte azioniste della Banca d’Italia. Rilevando il flusso di liquidità fatto affluire nelle prime sette fondazioni italiane dalla banca conferitaria, si nota un cambiamento evidente dal 2007 ad oggi, uno choc economico. Infatti queste sette fondazioni passano da una cedola complessiva superiore al miliardo e mezzo di euro, a un dividendo di poco superiore ai 63 mila euro, con speranze di incassi non rosee. A questo si aggiunge che Basilea 3 deve preoccupare perché se le nuove norme entreranno in vigore solo dal 2019, già nel 2015 si potranno vedere i primi effetti stabili. Insomma la domanda che si pone è fino a quando le fondazioni bancarie potranno rimanere azioniste con risultati vantaggiosi degli istituti di credito.

(fonte:Corriere Economia)