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Contrasto tra normative di diritto del lavoro

Per una recente sentenza della Corte di Cassazione il professionista non risponde di inadempimento nei confronti del cliente e non è quindi tenuto a pagargli i danni conseguenti, se la prestazione professionale comporta l’interpretazione di un quadro normativo “confuso”. La sentenza in questione ha definitivamente prosciolto un consulente del lavoro che, di fronte al conflitto tra normativa comunitaria e una circolare dell’Inps, aveva consigliato al cliente notaio di versare contributi ridotti ad alcuni dipendenti.

La sentenza della Terza sezione civile della Cassazione se da un lato ribadisce un principio civilistico chiaro (“Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave” articolo 2236 del Codice Civile) dall’altro apre prospettive anche per le consulenze in materia fiscale e tributaria. Per esempio nell’ambito dell’abuso del diritto. La decisione della Corte di Cassazione potrebbe tracciare un argine difensivo per eventuali chiamate “in solido” del professionista.

(fonte: il sole 24 ore – Norme e Tributi – )