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CONVEGNO 30/09/2005

  1. La legislazione in vigore: la Legge n. 281/1998 ed il nuovo codice del consumo

1a. La storia:

    • DEFINIZIONE DI “CONSUMATORE”:

a.   DLgs 50/1992 e DLgs 385/93 (TULB)

b.   La Legge 6/2/1996 n. 52 che ha dato attuazione in Italia alla Direttiva CEE 93/13/cee del 5/4/93, ha introdotto nel C.C. gli artt. 1467 bis e seguenti, così rendendo completamente applicabile la auspicata tutela del consumatore anche in via giudiziale.

Specificatamente l’art. 1469 sexis C.C., ha introdotto nel  nostro ordinamento la forma di tutela a mezzo “inibitoria” in

favore di associazioni rappresentative dei consumatori e dei professionisti, delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura, le quali sono facoltizzate a: “… convenire in giudizio il professionista o l’associazione di professionisti che utilizzano condizioni generali di contratto di cui sia accertata l’abusività” e che “l’inibitoria può essere concessa, quando ricorrano giusti motivi di urgenza, ai sensi degli articoli 669 bis e seguenti del codice di procedura civile”.

La medesima norma, tra l’altro, accorda la possibilità di tutela giudiziaria sia verso condizioni generali di contratto di imminente utilizzazione che verso quelle già utilizzate come si può facilmente rilevare leggendo il testo della norma che si riferisce genericamente all’utilizzo delle contestate condizioni generali.

In altri termini, la normativa introdotta affida all’autorità giudiziaria il compito di esercitare un controllo di natura “sostanziale” sui contratti conclusi tra professionisti e consumatori, sia se si tratti di contratti individuali tra singolo consumatore e singolo professionista, sia nell’ambito di giudizi collettivi promossi da associazioni rappresentative dei consumatori o dei professionisti, o dagli altri soggetti giuridici poc’anzi individuati.

Scopo dell’indagine processuale è quella di giungere a dichiarare l’inefficacia delle clausole dichiarate abusive o vessatorie e di ottenere per il futuro l’inibizione all’utilizzo delle stesse da parte dei professionisti o delle associazioni di professionisti.

È evidente che scopo dell’azione incardinata di tipo collettivo è il più delle volte di natura “preventiva”, intendendosi per tale quell’azione che mira ad evitare il pericolo che in futuro vengano conclusi contratti ove siano inserite le clausole tacciate di “abusività”.

È evidente che al fine di dare concretezza all’azione summenzionata è di fondamentale rilevanza approfondire il concetto di “vessatorietà” o “abusività” cui fa riferimento il complesso normativo.

Vedi sentenza La Morgese

1b. La L. 281/98 G.U. n. 189 del 14/8/98 commenti e limitazioni

-          Art. 3 comma 7: perché litispendenza?

allora solo se il giudicato è favorevole può toccare il singolo consumatore

-          Art. 3 comma 1°:  inibitoria

il professionista non può più valersi del contratto oggetto di inibitoria ma non viene invalidato il CTR stesso poiché la domanda dell’Associazione volta ad ottenere l’invalidità del CTR sarebbe inammissibile dal petitum

quindi il problema serio della L. 281/98 è che non è prevista l’azione di gruppo risarcitoria.

Poi Leggi B per USA ed Italia e legittimazione

1c. Codice Consumo (è un D.Lgs. tecnicamente)

riunisce in un unico testo le disposizioni di 21 provvedimenti (4 leggi –

2 decreti del P.R. – 14 D.Lgs  ed un regolamento di attuazione) e

sintetizza in 146 articoli il contenuto di 558 norme.

Il Codice inserisce per la prima volta il concetto di educazione del consumatore orientata a “favorire la consapevolezza dei loro diritti ed interessi” e precisa tali diritti:

A)  tutela della saluta (vedi ieri CTCU su Alto Adige)

B)  sicurezza ed alla qualità dei prodotti e dei servizi

C)  adeguata informazione ed una corretta pubblicità

D)  educazione al consumo

E)   correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali

F)   promozione e sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti

G)  erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza.

il Codice regolamenta i casi più spinosi della consumeristica:

  • pacchetti turistici (truffe – overboo-kin – perdita bagagli)
  • “truffe” dei maghi in TV
  • norme sulla trasparenza   del mercato
  • l’accesso alla giustizia
  • il diritto al recesso
  • la certificazione e gli standard di qualità
  • criteri di trasparenza per il self – service di carburante
  • offre garanzie per il credito al consumo (_________ in Italia + 15,1% nel 2004 rispetto al 2003)
  • commercio elettronico
  • pubblicità (ok comparativa su ben precisi parametri e sanzioni per spot ingannevoli)

Le associazioni possono chiedere la inibitoria e l’Autority garante per il mercato e la concorrenza può bloccare la pubblicità ed imporre una sanzione amministrativa da € 1.000,00 ad € 100.000,00.

  1. Il nuovo disegno di Legge (legittimazione attiva Avvocati e Studi legali)

Art. 1        istituiti altri 8 comma

6bis risarcimento su CTR ex art. 1342 C.C. compresi bancari, assicurativi e finanziari

6 sexies     composizione non contenziosa c/o la camera di conciliazione, c/o il Tribunale che ha emesso la  sentenza

6 octies se non va composizione contenziosa il singolo consumatore può agire giudizialmente in contraddittorio al fine di chiedere l’accertamento in capo a se stesso la determinazione dell’ammontare del danno

6 nonies prova scritta ex art. 634 c.p.c., ingiunzione di pagamento ex art. 633 c.c.p.

2b.   Opinioni e dubbi

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