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La Tutela dei consumatori in Europa

Comparazione in materia di class action

La Class action in America

Il problema della procedura applicabile alle azioni che interessino un numero troppo alto e indefinito di soggetti è stato risolto nell’esperienza contemporanea secondo tre modelli principali:

Il più noto modello delle class actions nasce e si sviluppa negli USA dal 1938, assumendo le connotazioni attuali a partire dalla riforma procedurale del 1996. E’ una procedura di stretta applicazione, perché prevista, in deroga al giudizio ordinario, per i casi di atto illecito plurioffensivo con un rilevante numero di soggetti danneggiati.

La procedura è avviata su iniziativa di uno dei soggetti danneggiati, il quale, dimostrando di far parte di un’ampia categoria di persone lese dal medesimo fatto dannoso, e fornendo prova dell’impossibilità, proprio per l’elevato numero delle stesse, di una trattazione congiunta delle controversie individuali, nonché dell’idoneità del richiedente a rappresentare il gruppo, ottiene dal giudice la c.d. certification, cioè un provvedimento che, accertata la sussistenza dei necessari presupposti, autorizza l’esercizio collettivo dell’azione giudiziaria da parte del richiedente ed individua la classe beneficiaria dei suoi effetti. Il richiedente diviene così named rappresentative, cioè parte idonea a rappresentare in giudizio, attraverso il proprio legale, l’interesse comune a tutti i membri della classe, i quali, venuti a conoscenza nelle forme di pubblicità prescritte dalla legge, della pendenza di una class action diretta a soddisfare il loro diritto al risarcimento, possono, entro un dato termine, escludersi dall’azione ed eventualmente portarne avanti individualmente le proprie ragioni. In mancanza dell’esercizio dell’opt out, a chiunque sia membro della classe, abbia egli deciso di partecipare attivamente al giudizio o di rimanere del tutto inerte, si estende l’effetto di giudicato della sentenza resa nei confronti delle parti.

L’estensione dell’effetto di giudicato può essere impedita dal membro della classe che non abbia esercitato l’opt-out, se, impugnando la sentenza, dimostra di essere stato nell’impossibilità materiale e giuridica di esercitare il diritto di escludersi. Ciò nel rispetto del principio, costituzionalmente garantito, per cui l’azione è individuale e la sentenza, che produce effetti tra le sole parti, non può quindi pregiudicare i diritti dei soggetti che non abbiano partecipato al contraddittorio.

In sintesi dunque, la class action americana dà luogo ad un procedimento, alternativo al giudizio ordinario, necessariamente avviato su iniziativa di un soggetto leso e poi sostanzialmente portato avanti dall’avvocato, il quale, senza che gli sia stato conferito apposito mandato, agisce in veste di fiduciario della classe, ma sotto un più pregnante controllo del giudice, la cui partecipazione al giudizio è tanto forte da ricordare un procedimento inquisitorio.

La class action in Germania

Alla fine del 2005 è entrata in vigore in Germania una legge che ha introdotto una nuova procedura per la tutela dei diritti degli investitori, ispirata alla class action americana, dalla quale però rimane chiaramente distinta. Tale procedura, a differenza di quella statunitense, ha innanzi tutto un ristretto e ben definito ambito di applicazione: al nuovo strumento processuale si può infatti ricorrere solo per domande (a) di risarcimento di danni causati da informazioni false, ingannevoli e/o dalla omissione di informazioni relative al mercato finanziario o (b) di adempimento di un’offerta di acquisto di azioni o di offerte pubbliche di acquisto di partecipazioni di controllo in società quotate.

Caratteristica principale della nuova procedura tedesca è che la stessa può essere avviata solo se, al momento in cui ne è fatta richiesta, siano già pendenti almeno 10 procedimenti contro il medesimo danneggiante e per lo stesso fatto illecito. In tal modo, l’aver agito in un autonomo giudizio diviene requisito principale per essere membro della classe e profittare degli effetti dell’azione collettiva.

Il procedimento inizia dunque con un’istanza, la c.d. istanza di procedimento-modello, con la quale uno dei soggetti danneggiati che abbia già agito individualmente chiede al giudice di rimettere alla Corte d’appello la decisione su determinate questioni di fatto o di diritto dalle quali dipenda la soluzione di tutte le altre controversie individuali già pendenti (o che saranno instaurate prima della pronuncia della Corte d’appello stessa). Se a tale istanza ne seguono almeno altre 9, i giudizi in corso vengono tutti immediatamente sospesi e si apre una fase incidentale dinanzi al giudice di secondo grado, cui sarà demandato di pronunciarsi su quelle questioni che siano state individuate come “comuni” a tutti i procedimenti sospesi. La fase incidentale si concluderà con una sentenza, resa nei confronti di uno degli attori che ha agito individualmente, assurto, per così dire, ad attore-modello nel procedimento incidentale, e nei confronti del danneggiante convenuto.

La sentenza, suscettibile di impugnazione, è vincolante per il giudice dei singoli procedimenti individuali che riprenderanno a decorrere normalmente nei confronti dei singoli investitori danneggiati. Il principio del contraddittorio è qui tutelato con un meccanismo di opt-in, contrapposto a quello di opt-out degli Stati Uniti.

L’azione collettiva tedesca non realizza lo scopo di economia processuale che costituisce la ratio della class action americana. Con la complicata procedura a formazione progressiva sopra descritta non si riduce il numero dei procedimenti avviati in relazione al medesimo fatto illecito, né forse si determina un accorciamento rilevante dei tempi di svolgimento degli stessi. Essa permette però di ottenere l’uniformità dei giudicati per una pluralità di uguali giudizi e consente ai danneggiati di ripartirsi, almeno in parte, le spese tra loro.

La class action in Inghilterra

La disciplina della Group Litigation è improntata, secondo lo spirito della riforma procedurale del 1998 (Civil Procedure Rules) dal concetto elastico del case management da parte del giudice secondo le caratteristiche del caso, per meglio raggiungere gli obiettivi di economicità, brevità ed efficiente amministrazione della giustizia.

La iniziativa della richiesta di applicazione della speciale procedura di gruppo ad un certo numero di cause simili può essere presa dalle parti di una di tali cause o dal giudice, dopo che almeno un certo numero di azioni analoghe siano state proposte separatamente dinanzi alla stessa corte o a corti diverse. L’azione non nasce pertanto come class action e nessun soggetto si propone come rappresentante di interessi altrui come avviene negli USA.

I presupposti per la concessione dell’autorizzazione alla procedura collettiva sono principalmente la presenza di un numero sufficiente di istanti, la comunanza delle questioni di fatto o di diritto, la identificabilità degli appartenenti al gruppo in relazione alla proposizione successiva di nuovi casi.

Con la concessione dell’autorizzazione viene determinata la Corte competente a gestire la procedura (management court) che nominerà un giudice con il compito di gestire e regolamentare tutta la fase preliminare ed istruttoria, l’inserimento di nuovi casi nel gruppo e decidere se sia possibile rispetto alle caratteristiche del caso, trattare unicamente alcuni casi pilota per giungere ad una decisione con valore comune.

Il giudice provvederà anche a nominare un avvocato leader con il compito di coordinare la difesa di tutti i casi del gruppo, gestire il registro dei ricorrenti e i problemi procedurali.

La Corte competente può anche nominare un trustee con l’incarico di vigilare sulla tutela di tutti i membri del gruppo ristretto ad abusi o conflitto di interessi con i difensori o alla prevalenza di interessi settoriali o di istanti economicamente più forti.

Ai fini del buon andamento della procedura vengono inoltre stabiliti termini per la possibilità di adesione al gruppo da parte di nuovi casi che, se si presenteranno successivamente, dovranno essere decisi singolarmente o nell’ambito di una nuova procedura collettiva.

Si è posto il problema se i ricorrenti assunti come casi pilota siano liberi di abbandonare o transigere la controversia.

Si è ritenuto opportuno porre limiti a tali possibilità per prevenire l’ipotesi che il convenuto cerchi di neutralizzare le cause pilota per destabilizzare la controversia, sottoponendo l’eventuale transazione all’autorizzazione del giudice.

D’altra parte il giudice ha il potere di reprimere abusi e azioni vessatorie nei confronti del convenuto, anche con l’espulsione di casi dal gruppo.

Il giudice dispone anche relativamente alla complessa distribuzione tra le parti dei costi di causa.

La class action in Francia

La legislazione francese (code de la consommation) prevede che le associazioni dei consumatori possano agire in giudizio:

1) autonomamente nell’interesse generale dei loro aderenti presentando denunzie penali e intervenendo a titolo di parte civile in procedimento penale, quando si tratta di una violazione di legge penale che genera un pregiudizio collettivo e non limitato a un soggetto particolare, in sede civile le associazioni possono agire o intervenire in giudizio per ottenere la soppressione di clausole abusive nelle condizioni generali di contratto o la cessazione di comportamenti illeciti di un commerciante o professionista che danneggi l’interesse collettivo di consumatori. In questi casi la associazione può anche ottenere il risarcimento del danno collettivo.

2) in rappresentanza di due o più consumatori individuati che abbiano subito un danno individuale originato dalla medesima condotta di un produttore o commerciante o professionista dopo aver ricevuto espresso mandato per iscritto dai consumatori interessati.

Il mandato non può essere sollecitato in alcun modo dalla associazione attraverso i mezzi di comunicazione o di massa o mediante affissioni pubbliche o per corrispondenza.

In presenza di una violazione di norma penale, civile o amministrativa l’associazione può attivarsi per identificare i consumatori danneggiati e ottenere il mandato, ma soltanto attraverso la stampa specializzata, al fine di evitare diffamazione del commerciante o professionista chiamato a rispondere. Il mandato è sempre revocabile da parte dei consumatori che sono tenuti a rimborsare le spese sostenute dall’associazione anche in caso che l’azione non si concluda a loro favore. L’associazione è tenuta ad informare i rappresentati sull’andamento del giudizio a partire dall’instaurazione dello stesso. In caso di scioglimento dell’associazione in corso di giudizio i rappresentati possono dare mandato ad un’altra associazione per il proseguimento del medesimo.

La class action in Spagna

La nuova legge sulla procedura civile del 2000 attribuisce in via generale la capacità di essere parte in giudizio sia a gruppi di consumatori danneggiati da un medesimo fatto, quando i componenti del gruppo siano individuabili e il gruppo si costituisca con la maggioranza dei suoi componenti, sia alle associazioni abilitate dalla direttiva europea alle azioni inibitorie in difesa degli interessi collettivi e diffusi dei consumatori.

Più specificatamente la legge attribuisce alle associazioni di consumatori e utenti e alle associazioni a tutela dei consumatori e utenti il diritto dei agire in giudizio a difesa degli interessi e diritti dei propri associati, degli interessi generali della categoria, e dei diritti collettivi di gruppi di consumatori danneggiati dal consumo di uno stesso prodotto o dall’utilizzazione di un medesimo servizio, i cui componenti siano esattamente individuabili.

All’art. 15 della legge prevede che nei procedimenti instaurati dalle associazioni o da gruppi di consumatori danneggiati dovranno essere chiamati tutti gli interessati per aver consumato il prodotto o aver usufruito del servizio che ha prodotto il danno, attraverso i mezzi di comunicazione di massa.

Quando i danneggiati siano tutti facilmente identificabili questi dovranno essere convocati preventivamente dagli stessi soggetti che instaurano il giudizio, gli interessati individuati  e chiamati potranno intervenire anche successivamente alla presentazione della domanda ma potranno, in quel caso, compiere solo quegli atti processuali che non siano ormai preclusi.

Quando si tratti di una situazione in cui vi sia difficoltà di reperimento dei danneggiati trattandosi di una pluralità di soggetti indeterminati la chiamata sospenderà il corso del procedimento per un termine da determinarsi ma non superiore a due mesi.

Dopo l’inizio del procedimento non sarà ammessa la individuazione e la costituzione di altri soggetti, i quali però potranno agire separatamente per far valere i propri diritti.