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Il Sole 24 Ore: l’imposta di registro è fissa sul trust di scopo

Importante pronunciamento della Commissione tributaria regionale di Lombardia. Lo scrive Il Sole 24 Ore a firma di Antonio Tomassini. L’atto di costituzione di un trust di scopo sconta l’imposta di registro in misura fissa e non già quella proporzionale sulle donazioni che è in misura dell’8%: la struttura negoziale dell’istituto, infatti, non esprime un incremento patrimoniale certo in capo al beneficiario. A sottolinearlo è la Ctr Lombardia nella sentenza 168/6/12.

La vicenda trae origine da cinque avvisi di liquidazione emessi ai fini dell’imposta sulle donazioni. L’Agenzia delle Entrate ha contestato l’illegittimità dell’applicazione dell’imposta di registro fissa all’atto della costituzione, ritenendo il trust – realizzato segregando un patrimonio al fine di destinare il ricavato alla soddisfazione di creditori – comunque ascrivibile ai vincoli di destinazione (all’articolo 2, comma 47, del Dl 262/2006) da tassare in misura dell’8 per cento.

A fronte dei ricorsi dei contribuenti, riuniti in giudizio, i giudici di primo grado hanno annullato gli avvisi. La Ctr conferma tale decisione sulla base di tre ordini di motivi.

  1. I giudici precisano che «al momento della segregazione del bene in un trust di scopo non esiste ancora il soggetto passivo dell’imposta, né tantomeno si è costituito il vincolo di destinazione».
  2. Inoltre «il trattamento del trust di scopo voluto dall’ufficio – sottolinea la sentenza – appare non giustificato per mancanza di manifestazione di capacità contributiva».
  3. Infine, «appare più conforme alla normativa vigente e segnatamente all’articolo 60 del Dlgs 346/90 che rinvia all’articolo 19 del Dpr 131/1986 applicare l’imposta di registro in misura fissa con iscrizione a campione dell’atto di trust, essendo atto sottoposto a condizione sospensiva con la conseguenza che se il disponente porterà a compimento quanto da questi promesso il trustee gli ritornerà i beni», viceversa «il trustee sarà autorizzato a vendere o a utilizzare i beni del disponente e solo in questo momento si consacrerà definitivamente il vincolo di destinazione con assoggettamento all’imposta nella misura dell’8 per cento».

In sostanza nel caso al centro della controversia non si verifica un accrescimento patrimoniale in capo al trustee in quanto i suoi “diritti” di proprietario pertengono non già all’accrescimento del suo patrimonio ma a quello del beneficiario solo quando se ne verificheranno le condizioni. L’assetto di interessi al momento della costituzione presenta quindi una sostanziale neutralità sotto il profilo economico e ciò, ai fini fiscali, porta a escludere che il negozio possa essere ascritto tra quelli a contenuto patrimoniale da tassare in misura proporzionale (in senso contrario sembra orientata la circolare 3/E/2008).

Roma, lunedì 28 gennaio 2013