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Il trust deve pagare l’Ici e di conseguenza l’Imu

Il Sole 24 Ore porta chiarezza definitiva sulla questione, con l’articolo a firma di Maria Cristina Saccani: è confermata la soggettività passiva Ici per il patrimonio del trust. Il tributo è dovuto sugli immobili “segregati”, anche nell’ipotesi che gli stessi siano adibiti ad abitazione principale del “disponente”. Sono le conclusioni della sezione IV della Commissione Tributaria Provinciale di Parma, con la sentenza n. 89 del 06/06/12, conclusione che ovviamente si tradurrà anche ai fini Imu. La giornalista del Sole 24 Ore ricorda come il trust si sostanzi in un negozio giuridico fondato sul rapporto di fiducia tra disponente, “settlor”, e gestore, “trustee”. Il disponente trasferisce alcuni beni di sua proprietà al trust e designa un gestore che li amministra nell’interesse dei beneficiari, individuati in sede di costituzione del trust o in un momento successivo. La Legge 296 del 2006 ha modificato l’articolo 73 del Tuir, includendo i trust tra i soggetti passivi Ires ed equiparandoli agli enti commerciali o non commerciali, a seconda dell’attività svolta. Ai fini delle imposte sui redditi sono individuate due tipologie di trust:

  • trust con beneficiari di reddito individuati, i cui redditi sono imputati ai beneficiari stessi (trust trasparenti);
  • trust senza beneficiari di reddito individuati, i cui redditi sono imputati al trust stesso (trust opachi).

Nel caso esaminato dalla Ctp di Parma, il trust presenta finalità assistenziali del disponente, persona fisica disabile, per la protezione e la gestione dei beni dello stesso. Non sussiste carenza di soggettività passiva in capo al trust, poiché i beni risultano trasferiti in piena proprietà e la stessa è funzionale alla gestione degli immobili: i giudici non indagano sull’eventuale imputazione del reddito dei beneficiari poiché tale circostanza è ininfluente nell’applicazione dell’Ici e affermano la prevalenza del possesso ai fini dell’amministrazione dei beni.Da ciò discende che non è applicabile né l’esenzione per abitazione principale, né l’esenzione di cui all’articolo 7, comma 1, lettera i, del Dlgs 504/92, relativa agli enti non commerciali: il trust in questione, pur integrando ente non commerciale ed essendo costituito a favore di un soggetto disabile, ha lo scopo della miglior gestione del patrimonio nell’interesse del disponente al fine della sua trasmissione ai beneficiari. In tal modo non risulta provata la finalità esclusivamente assistenziale.

Roma, giovedì 12 luglio 2012

Fonte: Il Sole 24 Ore