TutelaImmobiliare

Assicura i tuoi beni e tutelati per tempo.

Proteggi i tuoi immobili.

Scopri le Soluzioni.

TutelaPatrimonio

Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro.

Tutela Patrimoniale.

Scopri le Soluzioni.

Risanamento Aziendale

Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro.

Tutela Patrimoniale.

Scopri le Soluzioni.

L’Europa e le divisioni interne

L’Europa, in questo periodo di forte incertezza finanziaria, ha gestito male la crisi greca e quella irlandese, favorendo la preoccupazione per i debiti sovrani di Spagna e Portogallo, aumentando quella confusione generale che ha contribuito ad indebolire l’euro. Per questo la Commissione europea sta progettando un nuovo patto di stabilità, incerto e macchinoso, perché ancora troppa attenzione è rivolta ai debiti pubblici che partono dal troppo debito privato e sono il risultato e non la causa della crisi europea.
I paesi nordici tra cui la Gran Bretagna, pretenderebbero di introdurre il “trilinguismo” (inglese, francese, tedesco) nei brevetti europei, escludendo italiano e spagnolo. Infatti registrare i brevetti in Europa costa di più che in America e L’Europa per reggere la sfida della globalizzazione deve essere più competitiva. Ma i governi nordici non si dimostrano altrettanto sensibili sul tema della competitività dell’Europa in altre circostanze. Ad esempio quando continuano ad opporsi, per difendere gli interessi dei loro importatori, sull’etichettatura obbligatoria sull’origine delle merci che entrano in Europa da Paesi extracomunitari, una misura già approvata a larga maggioranza dal Parlamento di Strasburgo.
L’Italia si oppone insieme alla Spagna al trilinguismo forzato sui brevetti, perché questo danneggerebbe le nostre PMI. “I primi della classe” come li definisce Marco Fortis su “Il Messaggero”, riferendosi ai paesi UE del nord, sono controproducenti per progetti comuni di ampio respiro. La lezione americana – dove i lobbisti e gli speculatori hanno impoverito il loro stesso paese – dovrebbe essere un monito per l’Unione Europea. Tutti i paesi occidentali sono più vulnerabili. In Italia negli ultimi 20 anni, le istituzioni (Ministero dell’Economia, Banca d’Italia) hanno tenuto a freno il debito pubblico, secondo quanto scrive Fortis, mentre le famiglie non si indebitavano in modo sconsiderato come accadeva in altri paesi. Quindi “i primi della classe” dovrebbero influenzare meno le politiche europee e guardare di più alle personalità italiane con maggiore disponibilità.

(fonte: Il Messaggero)