TutelaImmobiliare

Assicura i tuoi beni e tutelati per tempo.

Proteggi i tuoi immobili.

Scopri le Soluzioni.

TutelaPatrimonio

Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro.

Tutela Patrimoniale.

Scopri le Soluzioni.

Risanamento Aziendale

Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro.

Tutela Patrimoniale.

Scopri le Soluzioni.

Le caparre trattenute escludono il risarcimento dei danni

La caparra confirmatoria è stata oggetto di un’importante sentenza della Corte di Cassazione di qualche tempo fa che ha definitivamente chiarito il corretto funzionamento. Ci sono due tipologie di caparra sancite dal codice civile. La prima è quella confirmatoria, la seconda è quella penitenziale. Ciò che caratterizza la caparra confirmatoria è la facoltà di ottenere dalla parte inadempiente anche i danni, oltre a quanto incassato a titolo di caparra. La sentenza in questione riguarda la funzione di garanzia svolta dalla caparra confirmatoria. Infatti nel caso di compravendita immobiliare, a fronte della parte inadempiente, la controparte decideva sia di trattenere la caparra ricevuta, sia di agire in giudizio per la risoluzione del contratto e ottenere il risarcimento. La Corte di Cassazione ha ritenuto questo comportamento illegittimo, ponendo fine alle contrastanti  interpretazioni  giuridiche del passato. Per i giudici è possibile adottare solo una delle due azioni di rivalsa, ma non entrambe. In altri termini, si può conservare a titolo definitivo la caparra ricevuta, oppure rendere la caparra e agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno.  Se fosse consentito intraprendere ambedue le vie (ossia trattenere la caparra e richiedere i danni) si creerebbe, sempre secondo la Cassazione, una eccessiva penalizzazione per una parte.

Per fare una scelta ponderata la parte adempiente deve considerare da un lato l’importo della caparra, dall’altro la consistenza del danno e quindi decidere se agire in giudizio o tenere la somma. La sentenza in esame assimila la caparra confirmatoria a quella penitenziale. Nell’ipotesi di caparra penitenziale, la possibilità del mancato inadempimento è contemplata fin dall’origine, nel senso che la caparra rappresenta la quantificazione del diritto di recesso. Qualora una parte non intenda concludere il contratto, perde sì la caparra, ma non si espone ad altri esborsi a titolo di risarcimento. Quindi se si intende blindare l’accordo raggiunto in attesa della formalizzazione definitiva, è conveniente versare un congruo importo di caparra; se invece ci si vuole riservare la possibilità di cambiare idea, meglio un importo ridotto a titolo di caparra penitenziale, che rappresenta già di per sé il costo definitivo dell’eventuale ripensamento.

(fonte: Italia Oggi)

Compila il modulo, ti contatteremo noi.

 

Nome e Cognome (*)

Mail (*)

Telefono (*)

Il tuo messaggio