TutelaImmobiliare

Assicura i tuoi beni e tutelati per tempo.

Proteggi i tuoi immobili.

Scopri le Soluzioni.

TutelaPatrimonio

Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro.

Tutela Patrimoniale.

Scopri le Soluzioni.

Risanamento Aziendale

Non lasciare che un errore comprometta il tuo futuro.

Tutela Patrimoniale.

Scopri le Soluzioni.

Il business dell’olio made in Italy contraffatto

La “mafia dell’olio contraffatto” rappresenta un giro d’affari molto cospicuo. I dati del mercato parlano chiaro: su 700 mila tonnellate di olio consumate, 470 mila provengono da Paesi stranieri come Spagna, Grecia e Tunisia. Questo sarebbe legittimo se nelle confezioni che compriamo non ci fosse scritto “olio extravergine di oliva” e “made in Italy”. Ma in cosa consiste questa filiera? I boss internazionali dell’olio fanno incetta di miscele straniere, oli spesso difettosi, a meno di 25 centesimi al chilo. Poi le trattano, le mescolano, le deodorano e le mettono sul mercato a prezzi ribassati, due/quattro euro al chilo, ma sempre con ricarichi importanti e con informazioni al cliente sostanzialmente false. Un business molto conveniente per i ricavi dell’agromafia.

Le filiere dell’olio taroccato stanno venendo a galla e attraverso una raffinata frode commerciale, hanno coinvolto una decina di marchi, un paio anche molto noti. Per esempio proprio un mese fa a Taranto  la Guardia di Finanza ha arrestato due imprenditori baresi: stavano spedendo in Giappone e a Taiwan 50 mila litri di olio taroccato nelle loro aziende. L’etichetta sugli imballaggi e sulle bottiglie copriva in realtà un fiume di oli stranieri miscelati. Sempre in Puglia, la terra degli ulivi, nel 2008 furono scoperte e sequestrate 2300 tonnellate di olio proveniente dall’estero ed effettuati controlli su 250 operatori, con 20 aziende coinvolte in tutta Italia.

I serbatoi sono Spagna, Grecia, Tunisia: qui l’olio extravergine viene miscelato con olio locale, e infine rivenduto come “prodotto italiano al cento per cento” e “biologico” in Italia e all’estero. La prima indagine nazionale sulla qualità dell’olio d’oliva in vendita nei supermercati italiani ha dato esiti disastrosi. Su dodici campioni (delle marche più vendute) prelevati dagli scaffali e analizzati in laboratorio, quasi la metà sapeva di muffa. Le analisi organolettiche hanno evidenziato difetti gravi come il rancido e il riscaldo.

(fonte: Repubblica.it)