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S.o.s. mutui: attenzione agli aumenti

Problemi all’orizzonte per chi ha in corso un  mutuo a tasso variabile. Il pericolo che il costo del denaro salga è dietro l’angolo e si sta trasformando in realtà.

A quanto pare Jean Claude Trichet, presidente della Bce, ha preannunciato l’aumento dei tassi per il prossimo mese, senza però entrare nel dettaglio di come sarà gestita la manovra.

Probabilmente non ci sarà un rialzo immediato di forte entità, ma un aumento graduale, di circa un quarto o al massimo mezzo punto.

Ad esempio calcolando un quarto di punto su un mutuo di 100 mila euro, si tratterebbe di un aumento di circa 20 euro al mese. L’incognita è capire quante manovre da un quarto di punto ci saranno.

Conseguenze negative anche per coloro che hanno intenzione di aprire un mutuo. Adottare il tasso fisso significa scegliere finanziamenti che presentano in media tassi di due punti e mezzo superiori rispetto ai prodotti indicizzati, ovvero partire già con un gap di circa 130/140 € al mese su un prestito di 100 mila.

L’ancora di salvataggio potrebbe essere rappresentata dal mutuo variabile con cap.
Di che cosa si tratta?
Di un prodotto che ha riscosso molto successo tra i clienti negli ultimi mesi, in cui il tasso variabile ha un tetto massimo oltre il quale non può salire.
Il rischio che tra qualche settimana le condizioni possano peggiorare rispetto alle attuali e che alcuni prodotti vengano ritirati dal mercato è molto forte e si cerca in tutti i modi di superarlo.

Un modo per ovviare a questo genere di  problema  è valutare al meglio gli aspetti positivi e negativi di un’ ipotetica manovra.  La categoria più penalizzata è quella di coloro che hanno avviato un mutuo negli ultimi mesi , con un tasso di partenza del 2%.
Si tratterebbe di un probabile ritorno alla situazione di qualche anno fa in cui minore era il tasso di partenza maggiore l’effetto sul breve periodo di un forte rialzo della quota d’interessi.

Ma non è detto che ciò accada nuovamente…

(Fonte: CorriereEconomia 07/03/2011)