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Servizi di pagamento, come cambiano i bonifici?

Dal tavolo della Commissione Europea a quello di Palazzo Chigi. Dopo tre anni dall’introduzione della Commissione Europea della direttiva 2007/64, la normativa sui servizi di pagamento (Psd, letteralmente Payment Services Directive) è entrata in vigore nel nostro Paese lo scorso 1 marzo, in attuazione del Decreto Legislativo n. 11 del 27 Gennaio 2010.
Le principali novità riguardano prima di tutto l’apparizione sul mercato di istituti di pagamento non bancari. La normativa affida a soggetti non bancari – come supermercati, compagnie telefoniche e stazioni di servizio – la possibilità di offrire, accanto alle normali attività commerciali, servizi di pagamento e la concessione del credito (ma non di raccolta).
Ma non è tutto.
Una delle rivoluzioni più importanti messe in atto dall’introduzione dei Psd riguarda principalmente il settore dei servizi di pagamento e d’incasso. Nello specifico: maggiore trasparenza nelle condizioni contrattuali, maggiori obblighi informativi nei confronti dei clienti e soprattutto la restrizione dei tempi per l’esecuzione dei bonifici.
Rispetto a quanto stabilito prima del 1 marzo 2010, infatti, la banca del pagatore è tenuta ad accreditare l’importo del bonifico sul conto della banca del beneficiari (secondo quanto stabilito dagli articoli 20 e 23 della succitata normativa) entro il giorno lavorativo successivo al ricevimento dell’ordine di pagamento (invece di tre giorni). Sarà dovere della banca del beneficiario accreditare e mettere immediatamente a disposizione la somma in questione.
Quali i tempi di adeguamento alla normativa per gli istituti di credito? Nonostante molte banche abbiano già preso gli adeguati provvedimenti, lo stesso decreto varato dal governo italiano prevede la possibilità di estendere fino a tre giorni lavorativi i termini massimi di esecuzione fino al 1° gennaio 2012.
Attenzione particolare, rispetto ai bonifici, meritano gli assegni circolari e bancari per i quali, mentre la data di valuta non potrà superare rispettivamente 1 e 3 giornate lavorative, la disponibilità economica non potrà essere superiore rispettivamente 4 e 5 giornate.

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